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Intervista al Writer Mate

That’s my time

Mate quando hai iniziato a creare e da cosa è nata questa tua passione? Ci racconti il tuo percorso artistico?

Ho iniziato a disegnare su muro dal 2008, a Milano, mentre frequentavo il liceo.
All’inizio ho lavorato sulle lettere, specialmente stile tridimensionale, ho iniziato a lavorare ai figurativi, quindi characters e realistici, solo durante il secondo anno di Accademia a Brera.
Dopodiché nel 2018 ho iniziato a specializzarmi nel genere realistico ed ho iniziato un percorso personale più progettuale.

Quando progetti un Pezzo, come lo prepari? Crei una bozza o ti lasci ispirare al momento in base al luogo in cui ti trovi? Quale è il tuo processo creativo?

Generalmente utilizzo fotografie, fatte da me il più delle volte, come base del mio lavoro, integrate con grafiche lettere e characters.
Il primo passo che faccio per creare un progetto è trovare un “tema” o una idea, riguardante attualità o semplicemente soggetti che riflettono la nostra società, sucessivamente creo la bozza con fotomontaggi e grafiche, a computer.
Preferisco di genere avere anche la foto della superfice da disegnare cosi da poter lavorare sul formato corretto, ma non sempre è possibile.

Quanto il luogo ed il contesto sociale/culturale dove rappresenti le tue opere influenza la tua creatività? 

I progetti che creo generalmente sono pensati anche in base allo spazio ed al contesto in cui si trovano, molti eventi richiedono di seguire un tema preciso e mi diverto a cercare di rispettarlo.
Tuttavia molte volte disegno in muri nascosti, non facili da trovare, quindi il luogo non diventa un elemento principale dell’opera.

“I progetti che creo generalmente sono pensati anche in base allo spazio ed al contesto in cui si trovano.”

MATE

Quanto negli anni è stato importante per te la possibilità di rapportati e condividere esperienze e tecniche con altri altri artisti?

Per molti anni ho dipinto da solo, nel mio muro vicino casa, partecipando a qualche evento a Milano ma fondamentalmente non ho avuto molte guide.
La fortuna è stata l’ arrivo di Internet che ha aperto un mondo su quello che c’era al di fuori dell’Italia, ed è così che ho conosciuto artisti che lavoravano sul realistico, ed ho iniziato a seguirli, cercando di capire come facevano le loro opere.
Ho fatto parte di una crew ed ho capito come gestire un muro con più artisti, ed a collaborare, e con gli eventi ho imparato a gestire anche situazioni con stili differenti tra loro.

Tu crei Pezzi su muri e quadri, quali vantaggi e insidie secondo te derivano dalla differenza dei due supporti?

Per quanto mi riguarda la differenza tra muri e tele sta solo nelle dimensioni.
Questo chiaramente influisce sulla tecnica, di solito le tele le dipingo con pennelli ed acrilici, mentre i muri con rulli e spray e questo influisce sulle tempistiche, di solito le tele mi occupano più tempo dei muri ma sono più semplici nella progettazione.

Alla luce della attuale situazione burocratica e legislativa italiana, che negli ultimi anni sembrerebbe aver cominciato ad essere maggiormente “aperta” verso l’arte urbana. Come immagini e auspichi il futuro dei Graffiti e della Street Art in Italia? Cosa si potrebbe ancora migliorare?

La politica degli ultimi anni ha sicuramente portato ad una maggiore apertura, per quanto riguarda la Street Art. Tuttavia il problema più complicato da risolvere è la mentalità degli italiani, spesso ci si trova davanti a persone molto chiuse, tradizionalisti, direi quasi Vintage…
Penso che la storia artistica italiana (dal Rinascimento a Leonardo ecc…) ha gettato un velo su tutto ciò che è moderno. L’ arte italiana, per molti italiani, si è fermata nel 1800, e tutto ciò che è nuovo o diverso da quello non lo capisce, o non si vuole sforzarsi di farlo.
Credo che ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che l’Italia si apra davvero a questo genere di arte.

“Penso che la storia artistica italiana (dal Rinascimento a Leonardo ecc…) ha gettato un velo su tutto ciò che è moderno.”

mate

Se dovessi dare tre consigli ad un artista che si è avvicinato da poco al mondo del writering e della streetart come espressione artistica, quali sarebbero? 

Se conoscessi qualcuno che vuole farlo di mestiere, li direi che all’estero si lavora meglio, e che ancora meglio sarebbe cambiare idea e fare qualcosa di più “accettato” dalla società italiana.
In caso fosse solo una passione, li direi che è uno sport divertente e soddisfacente, molte persone, che ho conosciuto negli anni, hanno smesso, con il tempo, molti altri sono andati avanti, con i vari problemi che comporta, a volte si può avvertire anche un senso di “non accettazione” nella gente… ma pazienza! Ci si deve un po’ abituare.


Grazie a Mate per la disponibilità nel raccontarci la sua esperienza artistica.



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