C’è un progetto a Bologna che da anni incolla poster sui muri della città e lo fa con una precisione politica e una coerenza visiva che pochi festival di street art in Italia riescono a eguagliare. Si chiama CHEAP, nasce nel 2013 da un gruppo di sei donne e nel tempo si è trasformato in qualcosa di difficile da etichettare: non più un semplice festival concentrato in pochi giorni di maggio, ma un organismo vivo che produce arte pubblica tutto l’anno, costruisce comunità, porta poster nelle strade di città italiane e straniere e lancia ogni anno una call for artist aperta ad artiste e artisti da tutto il mondo.
Il 2026 non fa eccezione. Il tema scelto per questa edizione è Conflitto e Cura, un binomio che dice molto sul momento storico e sull’identità del progetto.
La call for artist 2026 è aperta
Come ogni anno, CHEAP ha lanciato la propria call for artist aperta a chi lavora con linguaggi visivi in tutte le loro declinazioni: fotografia, illustrazione, grafica, arte digitale, collage, disegno. Non è richiesta una tecnica specifica, è richiesta una visione. I poster selezionati vengono stampati e incollati sui muri di Bologna e in altri luoghi in cui il progetto porta la propria presenza nel corso dell’anno.
Il tema Conflitto e Cura è un invito a riflettere sulla tensione tra due forze che sembrano opposte ma che in realtà si tengono insieme. Il conflitto come necessità, come spazio di trasformazione e di resistenza. La cura come pratica politica, come atto collettivo, come alternativa all’indifferenza. È un tema che CHEAP declina sempre attraverso una prospettiva femminista e queer, che da anni è la cifra distintiva del progetto.
Un festival che ha scelto di cambiare
CHEAP è nato come festival, con date fisse e una concentrazione di eventi in pochi giorni di primavera. Nel tempo ha scelto deliberatamente un percorso diverso: la call for artist è rimasta il cuore del progetto, definita dagli stessi organizzatori come “tutto ciò che sopravvive del festival”, ma attorno a essa è cresciuto un ecosistema di progetti, residenze, interventi site-specific e collaborazioni che si distribuiscono lungo tutto l’arco dell’anno.
Questa trasformazione non è una perdita ma una scelta. CHEAP ha capito che il formato festival tradizionale, con la sua logica di concentrazione e spettacolarità, non era il contenitore più adatto per il tipo di lavoro che voleva fare. L’arte pubblica che interessa a CHEAP non è quella che occupa una piazza per tre giorni e poi sparisce, è quella che abita i muri, che dialoga con chi li attraversa ogni giorno, che torna a prendere spazio nel tempo.
Nelle ultime edizioni il progetto ha portato i propri poster nella metropolitana di Roma con una campagna contro la guerra, a Civitanova Marche, ad Albinea in provincia di Reggio Emilia. Nel 2026 il progetto FLINTA Futurism ha portato interventi a Montesole, il luogo della strage nazifascista del 1944, combinando immaginazione radicale e memoria storica. È un modo di stare nella città e nel territorio che pochi altri progetti italiani praticano con questa continuità.
La street poster art e le sue radici
CHEAP lavora con uno strumento specifico che vale la pena spiegare a chi non lo conosce: la street poster art, ovvero l’affissione di poster di grande formato sui muri e le superfici urbane. È una pratica con radici profonde nella cultura dei graffiti e della street art, ma con una sua specificità: il poster può essere prodotto in studio, con qualsiasi tecnica, e poi incollato in strada. Questo apre la possibilità di lavorare con artisti che non dipingono muri ma che hanno un linguaggio visivo potente e rilevante da portare nello spazio pubblico.
Nel corso degli anni CHEAP ha lavorato con artiste e artisti italiani e internazionali di grande qualità, costruendo un archivio visivo che racconta un decennio di arte pubblica con una identità estetica e politica molto riconoscibile. L’attenzione alle istanze femministe, queer, ambientaliste e antibelliche non è un accessorio del progetto, è la sua struttura portante.
Per chi vuole partecipare o seguire il progetto, il riferimento è il sito ufficiale www.cheapfestival.it e il profilo Instagram @cheapfestival, dove il progetto documenta in modo molto dettagliato tutto quello che produce nel corso dell’anno.
