
Feb quando hai iniziato a creare e cosa ti ha avvicinato al mondo dei Graffiti? Ci racconti il tuo percorso artistico?
Mi sono avvicinato al mondo dei graffiti a cavallo tra la seconda e la terza media, nel 2004. In quel periodo praticamente chiunque dove vivo, arrivato prima di me creava lettere in stile wild. Gli incastri, le colorazioni, e anche lo strumento, mi colpirono sin da subito, disegnare su carta era completamente diverso. Fu anche l’energia che girava attorno a quel mondo, che mi convinse a farne parte.
Lungo il mio percorso ho avuto la fortuna di disegnare con svariati writers “vecchia scuola” dai quali ho sempre avuto da imparare. Però devo dire che solo o in compagnia poco cambia, quando sento l’esigenza di dipingere tutto il resto passa in secondo piano.
Ho sempre prediletto disegnare su un muro che mi permettesse di esprimere a pieno quello che potevo fare. Anche se ogni tanto mi capita con qualche socio di crew di dedicarmi a qualche bombing. Oggi come quando ho iniziato, continuo a disegnare cercando di evolvere il mio stile tramite nuove forme, ma ponendo le fondamenta su un’impronta stilistica piú “vecchia scuola”.
Quali sono state le difficoltà maggiori sia sociali che ambientali che hai trovato agli inizi? E quali le soddisfazioni?
In realtà penso di essere stato fortunato, quando ho cominciato era praticamente una moda, in classe mia mi ricordo che eravamo una decina di maschi e 7 avevano un nome per taggare su un muro.
La società cominciava ad accettare di più i dipinti urbani. Io trovai quasi subito un muro sul quale poter dipingere, per le generazioni precedenti non fu così facile avere permessi per esprimersi.
In ogni caso, essendo arte è normale che sia sottoposta a critiche di varia natura, nel bene o nel male. I graffiti mi hanno sempre trasmesso positività, forse proprio perché non ho mai incontrato molte difficoltá a livello sociale.
Nella realizzazione di un Pezzo a cosa ti ispiri? Dove nasce l’idea? Quale processo creativo utilizzi solitamente?
La mia prerogativa é disegnare sperimentando su tutte le lettere dell’alfabeto. Molte volte guardare i pezzi degli altri mi ispira ad inserire nuove forme nel mio. Altre volte mi ispiro alle forme in natura, inserendole nel contesto della composizione delle lettere.
Generalmente ho sempre amato lo stile 2D, ma ultimamente ho cominciato ad apprezzare anche i 3D che ogni tanto provo a rielaborare in una chiave orientata più sulla mia tecnica. Mi piace anche creare dei background per le lettere, arricchire più che posso. Cerco sempre di non fare roba simile alla precedente, non mi stimola pensare di creare un pezzo già fatto.
“Generalmente ho sempre amato lo stile 2D, ma ultimamente ho cominciato ad apprezzare anche i 3D che ogni tanto provo a rielaborare in una chiave orientata più sulla mia tecnica.”
feb
Da quando hai iniziato cosa maggiormente ha fatto crescere il tuo stile e di conseguenza i tuoi Pezzi?
A primo impatto risponderei alla tua domanda con una sola parola, perseverare. Perché quello é fondamentale ma in realtà per quanto riguarda la mia esperienza, assieme alla quantitá di energie e ore che devi passare studiando ciò che fai, ci sono altri fattori da dover considerare.
Penso che un aspetto non meno importante sia quello di essere guidati, nel mio caso da qualcuno che di esperienza ne aveva davvero molta più di me. Aver potuto osservare in azione i writers di cui ho sempre amato lo stile, farci amicizia e scrivere la stessa crew é uno dei motivi per i quali quando dipingo, cerco di dare il meglio. Un continuo confronto con la realtà nel capire di essere davvero indietro rispetto a loro mi ha sempre stimolato a cercare di migliorare.
Peró ci vuole anche fortuna.Sono stato fortunato perché essendo cresciuto nella periferia di Milano, che é sempre stata presa d’assalto da molti writers, ho sempre avuto l’opportunità di imbattermi quotidianamente in quello che mi piaceva, dandomi continuo stimolo a dipingere.
Considerando quello che Milano ha rappresentato per la cultura hip hop, probabilmente per chi vive e dipinge altrove, non ha molte possibilitá per confrontarsi e non é cosi facile tenere alta la voglia di continuare.
Tramite le belle esperienze e situazioni vissute, ho compreso che la consapevolezza in ciò che fai, accresce la voglia di non arrendersi e portare avanti un’idea.
I Pezzi sui muri hanno spesso vita relativamente breve, salvo rari casi, perché vengono rimpiazzato da altri. Come vivi il fatto di sapere che una tua opera “svanirà”?
In realtà se si parla di hall of fame, a me piace il fatto di cancellare il disegno più vecchio, per dipingerci nuovamente sopra, é un po’ come girare la pagina di uno sketchbook, foglio bianco e si ricomincia. Penso che succeda un po’ a tutti quelli che disegnano, di guardare un lavoro vecchio e considerarlo “grezzo” rispetto a idee nuove.
Quello che non mi è mai piaciuto però, è il poco rispetto che le nuove generazioni hanno nei confronti dei dipinti altrui. Spesso capita che un muro ti venga crossato da qualche marcionata fatta da qualcuno che emula il Writing senza rispettarne le basi, prima fra tutte: non crossare mai l’opera altrui.
In ogni caso la natura farà il suo corso, in questo “gioco” se non rispetti gli altri, prima o poi qualcuno ti ripagherà con la stessa moneta.
“In realtà se si parla di hall of fame, a me piace il fatto di cancellare il disegno più vecchio, per dipingerci nuovamente sopra, é un po’ come girare la pagina di uno sketchbook, foglio bianco e si ricomincia.”
FEB
Il mondo dei Graffiti e della Street Art negli anni, anche in Italia, ha conquistato l’attenzione di un pubblico sempre maggiore di appassionati. Cosa pensi manchi per far si che questo interesse raggiunga quello già consolidato in altri Stati?
Non ho una risposta certa per questo, onestamente ho sempre dipinto per me senza preoccuparmi troppo di capire a quanti potesse interessare.
Guardandomi intorno però mi sono reso conto che probabilmente è in se l’interesse, che cambia rispetto allo spettatore, e in questo secondo me la Street Art ha sempre avuto maggior pubblico.
I graffiti al contrario, fanno si parte di un grande mondo, ma il vero fruitore è solo chi comprende e apprezza le lettere.
Ad un artista che da poco si è avvicinato al mondo dei graffiti cosa consiglieresti?
Consiglierei di cercare di appassionarsi il più possibile e documentarsi sulle radici di questa cultura, prima di capire bene la direzione da prendere.
Non meno importante è di considerare questa cosa come puro divertimento, senza porsi limiti.
Se hai un’idea, crea e non dar peso alle critiche degli altri, l’arte è espressione allo stato puro, è un’esigenza che appartiene all’uomo quanto mangiare e dormire.
Soprattutto di non ascoltare le critiche delle persone che non capiscono, limitate solo a quello che conoscono.
Grazie a Feb per la disponibilità nel raccontarci la sua esperienza artistica.
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