M.UR.A. Festival torna a Bergamo per la sua seconda edizione, dal 26 settembre al 10 ottobre 2026. Lo promuove il Comune di Bergamo, lo realizzano la Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo con il progetto Tantemani e HG80 impresa sociale con lo Street Art Ball Project.
Il nome sta per Museum of URban Arts e dice già quale è l’idea: trasformare la città in un museo diffuso, dove le Opere non stanno in una sala ma nei quartieri in cui la gente vive.
Cosa è successo nella prima edizione
La prima edizione si è tenuta dal 28 settembre al 12 ottobre 2025 e ha lasciato cinque murales monumentali più gli interventi dei collettivi locali, distribuiti su sei zone della città. Conca Fiorita, Borgo Palazzo e Borgo Santa Caterina, Grumello al Piano, Loreto, Villaggio degli Sposi, Valtesse.
Sui muri sono passati Hitnes, Luca Font, Taxis, Udatxo, il progetto A m’l rum da me più i collettivi bergamaschi CDS Fam e BGML’S. Attorno ai muri il festival ha messo laboratori di serigrafia, poster art, stencil, grafica spray, live rap, visite guidate, bike tour, proiezioni. Non un contorno decorativo, ma il modo in cui il quartiere entra dentro il lavoro.
Chi lo organizza, che è la cosa più interessante
Qui c’è il dettaglio che rende M.UR.A. diverso da molti festival. A tenerlo in piedi non è un’agenzia di eventi, sono una cooperativa sociale e un’impresa sociale, affiancate da un centro di accoglienza, dall’educativa di strada, da un centro giovanile, da un oratorio, da una ciclofficina.
Vuol dire che l’Arte Urbana qui non è l’obiettivo finale, è lo strumento. Si dipinge per far parlare le persone di un quartiere tra loro, per dare qualcosa da fare ai ragazzi, per rimettere in circolo posti che nessuno guardava più. È street art usata per la rigenerazione urbana, che su questo Portale seguiamo da tempo. Che poi è esattamente il motivo per cui i Writers e gli Street Artists hanno cominciato a uscire di casa con le bombolette, molti anni prima che qualcuno chiamasse tutto questo Arte.
“Con M.UR.A. vogliamo mettere in dialogo gli sguardi e i linguaggi di artisti e comunità”, hanno dichiarato Simona Rota e Davide Pansera del progetto Tantemani. Detta da chi fa lavoro sociale tutto l’anno, non è una frase di circostanza.
Tra i partner della prima edizione c’erano anche la GAMeC, museo di arte moderna e contemporanea della città, insieme a Lab 80 film. Non capita spesso che un’istituzione museale si sieda al tavolo con l’educativa di strada. Quando succede, vale la pena segnalarlo.
Cosa non sappiamo ancora della seconda edizione
Al momento il festival ha comunicato le date, non il resto. I nomi degli artisti della seconda edizione non sono ancora stati annunciati, come non lo sono i quartieri che verranno coinvolti quest’anno. Il progetto è dichiaratamente in fase di organizzazione, con una raccolta di partner ancora aperta.
Appena escono i nomi aggiorniamo questo articolo.
Perché ne parliamo
Chi ci legge sa che su questo Portale i festival di graffiti e street art in Italia non li trattiamo tutti allo stesso modo. Ci interessa chi lavora con i quartieri, non chi ci passa sopra. Un festival che arriva, mette un muro grande in una zona periferica e riparte lascia una fotografia bella e un quartiere identico a prima. Uno che ci lavora dentro per due settimane, con i ragazzi del centro giovanile e la gente del posto, lascia qualcosa che resta anche quando lo spray è finito.
Bergamo è alla seconda edizione, quindi è ancora presto per dire che ha costruito qualcosa di duraturo. Un festival si giudica dalla continuità. La seconda edizione è il momento in cui si capisce se la prima era un episodio. La speranza è che dietro ci sia la volontà di arrivare alla decima, come è successo a poca distanza da lì, a Brescia, dove LINK Urban Art Festival quest’anno taglia il traguardo dell’undicesima.
Street Art Yep seguirà il programma e ne riparlerà quando i muri saranno assegnati.
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