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Graffiti Interviste Interviste agli artisti

Intervista al Writer Mister Acker

Mister Acker quando i graffiti sono entrati a far parte della tua vita? Come e quando hai iniziato?

Ho sempre voluto creare un qualcosa che potesse rappresentare me stesso in modo unico e creativo e questo mi ha avvicinato al mondo del writing. All’età di 14 anni, per puro caso, mi sono avvicinato ai graffiti grazie all‘influenza di mio fratello Daniele (che rappava) e del suo amico Claudio che ballava BrackDance. Rimasi subito affascinato dal curioso mondo dell’hip hop, ed in particolar modo dalle lettere che coloravano i muri, la tecnica di realizzazione e dai colori li reputavo entusiasmanti e sinceramente inizialmente non avrei mai pensato di fare anche solo un singolo graffito, tutto cominciò per pavoneggiarmi con gli amici, riempire di scritte il quartiere mi rese da subito “famoso”, ero etichettato come quello pazzo che non si fermava davanti a niente, ma con il tempo questo non bastò più, anche perchè il mondo dei graffiti nel momento in cui ti prende non ti lascia più, ti avvolge e ti fa vivere emozioni talmente forti da non potervi rinunciare. Comincia così una lunga fase di osservazione, stavo ore ed ore a contemplare quei dipinti che incontravo per strada, studiavo le tecniche, il colore ed il lettering.

Quali sono state le difficoltà maggiori sia sociali che ambientali che hai trovato agli inizi? E quali le soddisfazioni?

Diciamo che 16 anni fa il fenomeno era molto meno accettato, i compagni di scuola ti guardavano quasi come un’alieno, eri quello strano che imbrattava i muri, e purtroppo in una reatà come Palermo è una cosa che vivi molto intensamente. Fortunatamente la famiglia ha sempre accettato e supportato la mia attività da writer.

Credo che le soddisfazione più grande è vedere viaggiare il tuo nome ed il tuo lavoro in giro per l’Italia, conoscere gente che a distanza di 16 anni continui a chiamare fratello, credo che niente al mondo può darti le sensazioni che provi quando sei a contatto con questo mondo.

“Credo che le soddisfazione più grande è vedere viaggiare il tuo nome ed il tuo lavoro in giro per l’Italia, conoscere gente che a distanza di 16 anni continui a chiamare fratello.”

Mister Acker

Ricolegandoci alla domanda precedente, rispetto a quando hai iniziato, quali sono secondo te i vantaggi ed eventualmente gli svantaggi maggiori per un writer che si è avvicinato da poco al mondo dei Graffiti?

I vantaggi sono che ormai è una cosa conosciuta e sicuramente più accettata, se dipingi nel 2019 sei un’artista e non un disagiato, però questo si scontra con quello che è la nuova società, cioè la tecnologia. Lo street credo che sia diventato sempre più pericoloso e se fai un’azione un pò più pazza probabilmente esci su qualche pagina di facebook che parla di te, ci sono telecamente in tutte le strade e purtroppo il tasto forse più dolente che tramite i social si stanno uniformando troppo gli stili, prima per guardare altri graffiti dovevi comprare una fanzina ora ti basta un click, la ricerca di un proprio stile personale era molto più ricercata.

Quando progetti un Pezzo, come lo prepari? Crei una bozza o ti lasci ispirare al momento in base al luogo in cui ti trovi? Quale è il tuo processo creativo?

Fino a qualche anno fa ero molto meticoloso, progettavo tutto per bene, composizione delle lettere, forma, colori, nackground… diciamo che c’era più tempo da poter dedicare alla progettazione, da un periodo a questa parte è un processo molto più istintivo, forse anche più consapevole, ma fatto stà che tra lavoro, vita sociale ed altri svaghi è complicato trovare del tempo vero e proprio per progettare i muri.

Negli ultimi anni la maggior parte delle volte dipingo in freetyle, o al massimo quando sono a lavoro riesco a fare degli sketch veloci a penna.

Quanto pensi sia importante aggiornarsi, valutare diverse tecniche creative e quindi sperimentare? E quanto le collaborazioni con altri artisti ti sono stare utili per avvicinarti ad approcci artistica- mente differenti?

Lo studio dietro ogni singola cosa credo che sia fondamentale, ogni volta che vai a dipingere hai la possibilità di “sperimentare” qualche cosa di nuovo ma non credo che “l’aggiornamento” sia utile cioè il lavoro principale va fatto su se stesso e su quello che piace a livello personale, seguire le tendenze lo reputo contropro ducente. Le collaborazioni, quelle sono ESSENZIALI per la crescita sia tecnicamen- te che mentalmente.

“Lo studio dietro ogni singola cosa credo che sia fondamentale, ogni volta che vai a dipingere hai la possibilità di “sperimentare” qualche cosa di nuovo.”

Mister Acker

Se avessi la possibilità di scegliere un luogo in qualsiasi posto nel mondo dove esprimere la tua arte quale sarebbe e perchè?

Palermo! perchè? perchè ne ha bisogno, è una terra che ha bisogno di crescere ed evolversi, ma a prescindere dai sentimentalismi secondo me non importa ne il luogo ne lacompagnia, vedo l’attività da writer in modo molto intimo puoi farlo ovunque ma quando lo fai nel tuo letto sei sempre più a tuo agio.

Alla luce della attuale situazione burocratica e legislativa italiana, che negli ultimi anni sembrerebbe aver cominciato ad essere maggiormente “aperta” verso l’arte urbana. Come immagini e auspichi il futuro dei Graffiti e della Street Art in Italia? Cosa si potrebbe ancora migliorare?

L’arte urbana sta crescendo ogni giorno di più e non credo che questo possa far male ai graffiti, le murate “legali” si sono sempre fatte solo che al giorno d’oggi non rischi più per fare un muro diciamo fatto male.

In futuro immagino le città piene di produzioni di alta qualità.


Grazie a Mister Acker per la disponibilità nel raccontarci la sua esperienza artistica.



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