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Cabine d’Autore, la street art di E-Distribuzione

Il 27 settembre 2026 la giunta di Rieti ha aderito a Cabine d’Autore, il progetto con cui E-Distribuzione affida le proprie cabine elettriche a Writers e Street Artists: dieci cabine in altrettanti punti della città, con un avviso pubblico per gli artisti in arrivo. Il giorno prima, a Moncalvo, in provincia di Asti, era stata inaugurata un’altra Opera del progetto. Nato nel 2016, Cabine d’Autore ha superato le 700 cabine dipinte in tutta Italia.

È uno di quei progetti che si incontrano camminando senza sapere che hanno un nome. Il blocco di cemento grigio all’angolo del parco, quello che di solito colleziona tag e manifesti strappati, un giorno diventa un’Opera. Dietro c’è quasi sempre lo stesso schema: un Comune, il gestore della rete e un artista che firma il progetto.

Cos’è il progetto Cabine d’Autore di E-Distribuzione?

Cabine d’Autore è il progetto di street art di E-Distribuzione, la società del gruppo Enel che gestisce la rete di distribuzione elettrica in gran parte d’Italia. Dal 2016 trasforma le cabine elettriche in Opere di Arte Urbana, affidandole a Writers, Street Artists, scuole e accademie. Secondo il viaggio fra le Cabine d’Autore pubblicato dal Secolo d’Italia ad agosto 2026 i murales sono oltre 700, di cui 70 inaugurati nel solo 2025.

La pagina ufficiale di E-Distribuzione sul progetto parla di “centinaia” di Opere sul territorio nazionale e raccoglie i due art book usciti nel 2019 e nel 2022. Dentro ci sono anche le serie a tema: le Cabine del Paradiso per i 700 anni dalla morte di Dante, le Cabine in Rosa lungo il Giro d’Italia dal 2020 al 2023, le “Scatole di Luce” dipinte con l’Accademia di Belle Arti di Macerata su nove cabine dell’entroterra marchigiano.

Alcune cabine sono state dipinte con pitture fotocatalitiche al biossido di titanio, che a contatto con la luce scompongono gli inquinanti. È la stessa idea che avevamo raccontato parlando della street art antismog di Iena Cruz a Milano.

Come fa un Comune ad avere una Cabina d’Autore?

Un progetto lo possono proporre Comuni, scuole, associazioni culturali e artisti, scrivendo a E-Distribuzione all’indirizzo streetart-ED@e-distribuzione.com e indicando la provincia in cui vorrebbero intervenire. Nei casi di quest’anno il percorso è stato simile: il Comune individua le cabine, firma l’accordo con E-Distribuzione e sceglie gli artisti, spesso con un avviso pubblico e una commissione che valuta i bozzetti.

Rieti è l’esempio più fresco. Con la delibera di adesione approvata dalla giunta di Rieti il 27 settembre 2026 sono state individuate dieci cabine, da Larghetto a Chiesa Nuova passando per Campoloniano e via Fonte Coperta. Il prossimo passo è un avviso pubblico rivolto agli artisti: una commissione valuterà i bozzetti e stilerà una graduatoria.

Le Cabine d’Autore di Ancona, approvate dalla giunta a gennaio 2026, sono andate oltre. Sedici cabine lungo il percorso che va dalla stazione al porto passando per il centro, otto artisti con due Opere a testa, temi legati al mare, alla pesca, alla navigazione e al viaggio. Le regole escludevano soggetti “scabrosi, violenti o politici”.

Chi paga gli artisti delle Cabine d’Autore?

Non c’è una regola unica. E-Distribuzione mette a disposizione le proprie cabine, mentre nei casi del 2026 compensi e materiali li ha pagati chi ha promosso l’intervento: il Comune ad Ancona, una fondazione bancaria a Moncalvo. Per un artista che risponde a un avviso, la prima cosa da leggere è proprio cosa copre la cifra.

Ad Ancona il Comune ha stanziato 7.000 euro per compensi e materiali di sedici cabine. Divisi in parti uguali fra gli otto artisti fanno 875 euro a testa per due Opere, vernici comprese.

A Moncalvo l’Opera di Lorenzo Livorsi, inaugurata il 26 settembre 2026 sulla cabina di corso 25 Aprile, è stata finanziata dalla Fondazione Cr Asti. Celebra Guglielmo Caccia, il pittore detto “il Moncalvo”, a quattrocento anni dalla morte. Il sindaco Diego Musumeci ha spiegato così la scelta: “Celebrare Guglielmo Caccia nel quattrocentesimo anniversario della sua scomparsa significa rendere omaggio al cuore pulsante dell’identità culturale di Moncalvo”.

Si può far dipingere una cabina elettrica senza il Comune?

No. Una cabina elettrica appartiene al gestore della rete, non a chi ci abita accanto. Di solito affaccia su strade e piazze: per dipingerla servono l’accordo con il gestore e il via libera del Comune. Un privato, un negozio o un condominio non possono commissionarla a un artista. Nessun Writer serio, del resto, accetta un incarico pagato su una superficie che nessuno ha autorizzato.

Lo diciamo per esperienza. A nessuno degli artisti con cui lavoriamo è mai capitato di dipingere una cabina su incarico di un privato. Ed è giusto così: un’Opera su una superficie non autorizzata può sparire il giorno dopo e a risponderne è chi la firma.

Chi vorrebbe vedere dipinta la cabina sotto casa ha due strade, proporlo al proprio Comune oppure passare da un’associazione o da una scuola che scriva a E-Distribuzione. Se invece il muro è tuo, quello di casa, del negozio o del cortile, la strada è un’altra: un murales su commissione, con l’artista scelto dalla nostra rete di writer e street artist in base allo stile e alla superficie.

Ci sono Cabine d’Autore a Milano?

Nel Comune di Milano no, perché lì la rete di distribuzione elettrica non è di E-Distribuzione ma di Unareti, società del gruppo A2A. Milano però ha avuto la sua versione: nel settembre 2015, con Energy Box, 53 artisti hanno dipinto oltre 150 centraline semaforiche, in un progetto di A2A, Fondazione Aem e Comune ideato dal writer milanese Davide “Atomo” Tinelli.

Per anni, camminando per Milano, ci è capitato di incrociare e fotografare le cabine elettriche sui marciapiedi dipinte da La Pupazza, sempre d’accordo con il Comune. Riconoscerle era facile, l’occhio stilizzato è la sua firma. Eleonora De Giuseppe, salentina di Tricase, a Milano ne ha dipinte più di 80, come si legge nella biografia ufficiale di La Pupazza.

Gestore diverso, stesso schema: un accordo fra chi possiede l’impianto e chi amministra la città, poi la parola passa agli artisti.

Domande frequenti sulle Cabine d’Autore

Chi può proporre una Cabina d’Autore?

Comuni, scuole, associazioni culturali e artisti, scrivendo a streetart-ED@e-distribuzione.com e indicando la provincia. Per realizzare l’Opera serve comunque l’accordo con l’amministrazione comunale.

Quante sono le Cabine d’Autore in Italia?

Oltre 700 secondo il Secolo d’Italia, che ad agosto 2026 contava 70 Opere inaugurate nel 2025. E-Distribuzione, sulla propria pagina, parla di “centinaia” di Opere.

Che differenza c’è fra Cabine d’Autore ed Energy Box?

Cabine d’Autore è il progetto nazionale di E-Distribuzione, nato nel 2016, sulle cabine elettriche. Energy Box è stato un progetto milanese del 2015, promosso da A2A, Fondazione Aem e Comune di Milano, sulle centraline dei semafori.

La speranza è che l’avviso di Rieti esca presto e che altri Comuni seguano la stessa strada: una cabina grigia in meno è un muro in più restituito agli artisti, con le regole scritte prima.


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