Street Art Yep!
Graffiti Interviste Interviste agli artisti

Intervista al Writer Daste

Las Vegas – Nevada (U.S.A.)

Daste quando e come hai iniziato a creare Graffiti? Da dove nasce la tua passione per il “Lettering”?

La mia passione per i graffiti nasce all’incirca nel 2007-2008 quando iniziai a ballare breakdance, dato che ho avuto sempre un approccio all’Hip Hop completo grazie a mio fratello Snod, i suoi compagni di Crew e la sua compagnia.

Paradossalmente i primi sketch che facevo erano disegni, non lettere. Poi lo sviluppo delle lettere viene più avanti, partendo da un corsivo passando ad un chicano. Però i veri graffiti su muro nascono 3 anni fa grazie alla ex Nuclear One.

Quando prepari un Pezzo segui uno schema creativo ricorrente o molto è influenzato dal momento? Raccontaci come “nascono” le tue lettere. 

A dire il vero no, nessuno schema ricorrente. Solo quello che mi passa per la testa in quel momento, mi baso su quello che sto sperimentando, sul tema del muro con gli altri, la forma della parete.

Nel tempo ho capito che non mi dovevo prefissare su un solo stile in modo da poter essere sempre versatile e potermi adattare a tutto. Così come faccio nella vita, anche perché penso che i graffiti rispecchiano la persona che li fa.

Le collaborazioni con molti writers, quanto ti hanno permesso di ampliare la tua prospettiva verso i Graffiti?

Penso che ogni singola persona con cui ho scritto mi abbia insegnato, corretto, migliorato qualcosa. Anche perché alla fine tutti usiamo la bomboletta, sta a te capire come usarla al meglio. Vedere anche chi scrive può aiutarti in qualche modo.

“Paradossalmente i primi sketch che facevo erano disegni, non lettere. Poi lo sviluppo delle lettere viene più avanti, partendo da un corsivo passando ad un chicano.”

DASTE

La musica Hip Hop ed il mondo dei Graffiti sono legate in modo particolare rispetto ad altre forme di arte. Quanto la musica è stata ed è importante nella tua creatività?

Questa è una delle domande che preferisco. Per me la musica è tutto, non riesco a fare nulla senza, quando disegno, quando faccio graffiti, quando mi faccio la doccia, e perfino mentre sto rispondendo a queste domande.

Fondamentalmente la musica è la mia base, mi ispira, mi aiuta, la adatto al momento e al disegno che devo fare. Molti si lamentano della mia musica anni 90, però prima di passare avanti credo di dover scoprire tutto ciò che ha da darmi, no? Ogni volta che facciamo una murata oppure una commissione o imbianchiamo per l’Urban Giants, DEVO avere la musica!

L’Italia rispetto ad altri Paesi anche europei, la cultura dei Graffiti e dalla Street Art non ha ancora raggiunto il “rispetto” che merita, anche se negli anni vi sono stati dei miglioramenti. A cosa pensi sia dovuta questa situazione e secondo te cosa servirebbe per far crescere ulteriormente il settore?

Purtroppo c’è da fare un piccolo chiarimento su questo. Bisogna scindere Graffiti e Street Art, ed è una guerra infinita. I graffiti non aiuteranno mai a migliorare la situazione, dato che i graffiti sono di base qualcosa di illegale. Mentre la Street Art è quella che piace a tutti, come è giusto che sia.

Credo che per migliorare questo settore, servirebbero più possibilità o meglio muri in zone diverse dove poter dimostrare che non siamo solo “bravi a sporcare” come direbbero.

Se avessi l’opportunità di scegliere un writer straniero (con cui non hai ancora collaborato) con cui fare un Pezzo insieme, chi sarebbe e perché ammiri particolarmente questo artista?

In questo momento, per le lettere che sto facendo ti direi Storm, quasi mi fa dubitare di quello che fa. Lo ammiro perché solo provando a fare linee come le sue puoi capire la difficolta e la dedizione che c’è dietro. Ha una precisione chirurgica, pulizia e un occhio per le forme e le dimensioni che credo di non aver visto a nessuno. Poi siccome mi piace complicarmi la vita, queste lettere le faccio in situazioni poco favorevoli, magari al buio e di fretta, però se riesco a farle li sono più che sicuro di poterle fare dovunque.

“Credo che per migliorare questo settore, servirebbero più possibilità o meglio muri in zone diverse dove poter dimostrare che non siamo solo “bravi a sporcare” come direbbero.”

dASTE

Come ti vedi tra dieci anni artisticamente parlando?

Spero non in carcere, no scherzo, artisticamente parlando vorrei solo raggiungere determinati obbiettivi che ho. Non mi importa essere il migliore del mondo, voglio solo essere migliore del giorno prima.

Lettere e colori si cambiano ed evolvono, vorrei riuscire a fare tutto quello che ho in testa, come ce l’ho in testa. Però se c’è qualcosa che vorrei fare tra dieci anni è quella di aver lasciato il mio nome in tutti i posti del mondo. Nel mentre me la godo e faccio ciò che posso, al meglio che posso.


Grazie a Daste per la disponibilità nel raccontarci la sua esperienza artistica.



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