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Intervista al Writer CreaAndrea

CreaAndrea quando e come hai iniziato ad esprimere la tua arte? Ci racconti il tuo percorso artistico?

La mia passione per il disegno nasce sui banchi di scuola, alle elementari. Già da piccolo amavo scarabocchiare ed esprimermi tramite il disegno, più che a parole o scrivendo. Per me è sempre stato uno strumento d’espressione anche senza esserne consapevole.

Ci sono stati negli anni varie evoluzioni personali e diversi cambiamenti anche riguardo agli strumenti usati. Non avendo fatto nessuna scuola o corso di disegno mi sono sempre arrangiato alla meglio, come autodidatta. Facevo periodi interi a disegnare solo con un tipo di strumento o solo un tipo di soggetto. Questo meccanismo mi è un po’ rimasto tutt’ora.

Da ragazzino disegnavo con quello che c’era. Soprattutto matite, penne, acrilico ecc. Il mio approccio con gli spray è arrivato più tardi. Le prime prove furono molto rapide e deludenti. Cercai di fare una tela molto piccola a spray, senza avere la minima idea di cosa volesse dire. Il risultato è stato ovviamente orribile. Questo mi blocco in partenza e lasciai stare per diversi anni, prima di riprovarci su una superficie più grande.

La mia fortuna è stata quella di vivere in un paesino attivo a livello di graffiti e muralart in generale (Nerviano). Ero letteralmente innamorato delle opere che vedevo nascere sulla hall of fame di Cheone. I disegni realistici che cambiavano rapidamente sui muri di Nerviano mi hanno dato la spinta iniziale. 

Ovviamente iniziare con affianco persone con un livello tecnico già alto mi ha aiutato. Solo il fatto di osservare molto quello che facevano gli altri, dipingerci assieme e vedere il mio risultato e il loro, era stimolante, un mondo nuovo tutto da scoprire. 

Principalmente quello che mi colpiva di più erano i puppet realistici, come si può immaginare e capire dai miei disegni. Ho capito da subito cosa ti poteva dare lo spray come strumento… la rapidità nello sfumare e nel vedere dei risultati decenti è stupefacente.

Negli anni penso di aver guadagnato un po’ di maestria nell’utilizzo tanto da potermi permettere così di tornare a fare tele usando solo spray…vedendo un po’ la differenza con gli inizi. Ovviamente ho ancora un sacco da imparare e vedere dové arrivata la gente tecnicamente e a livello di stile negli anni, mi invoglia ad andare avanti e cercare di migliorare. Dalla mia ho la costanza, cerco sempre di rimanere attivo. Quasi tutti i weekend cerco di produrre qualcosa. 

Nella realizzazione di un Pezzo a cosa ti ispiri? Dove nasce l’idea? Quale processo creativo utilizzi solitamente? 

Dipende molto dal periodo che sto attraversando e dal tipo di muro che si deve fare. Se ad esempio devo fare una murata con altre persone, una jam o una commissione, sono molto vincolato. Ci sono comunque dei paletti,  dei temi da seguire, quindi mi baso fondamentalmente sul tema o sulla richiesta di un’eventuale cliente.

Ovviamente se invece lo faccio per me ho libertà d’espressione. Cosa che succede nella maggior parte dei casi. Come si può vedere negli ultimi anni ho sviluppato un po’  l’isolamento artistico. È proprio il mio momento di distacco da tutto e tutti. Posso rappresentare una situazione che mi colpisce in quel momento… una mia oppressione… un mio stato d’animo… un messaggio… una condizione particolare… oppure disegnare solo per il gusto di farlo. 

Parto sempre da una base fotografica… perché rimango fedele allo stile “realistico” o per lo meno ci provo. Dopo su muro decido se dare qualche effetto o impostare in un certo modo il disegno (tipo post-It… carta bruciata).

“Parto sempre da una base fotografica… perché rimango fedele allo stile “realistico” o per lo meno ci provo. Dopo su muro decido se dare qualche effetto o impostare in un certo modo il disegno (tipo post-It… carta bruciata).”

Creaandrea

I Tuoi pezzi hanno uno stile ben riconoscibile e sicuramente di impatto visivo. Quanto è difficile, secondo te, per un artista trovare un proprio stile che rende riconoscibili le sue opere senza bisogno di leggere la tag?

La ricerca di uno stile personale è un po’ quello che tanti cercano. Io personalmente sono sempre alla ricerca del mio…che comunque sarà sempre in mutazione nel tempo. Solo negli ultimi anni penso che forse si riconoscano i miei lavori… tra i pochi che mi conoscono ovviamente ?. 

È nato negli anni il bisogno di cambiare, di modificare qualcosa. Non mi bastava più fare una bella composizione su muro presa da una foto… Anche se realmente non ho variato molto… ho introdotto qualcosa di mio in quello che dipingo. L’ho fatto per me… per dare nuovo vigore e stimolo in quello che faccio.

Ho lasciato un po’ da parte il giudizio degli altri e mi sono concentrato su di me… su quello che mi diverte fare.  Perché fondamentale quello che disegno serve a me… è un mio sfogo personale..gli altri sono degli spettatori, più o meno contenti del lavoro.

Tutto ciò è forse a discapito di like, visualizzazioni, riconoscimenti, inviti ad eventi… ma poco importa, se sei contento del tuo lavoro.

Tu crei Pezzi sia su muri che su quadri, quali vantaggi e insidie secondo te derivano dalla differenza dei due supporti? 

I vantaggi nel creare un lavoro su muro, rispetto a una tela sono molteplici. In primis puoi usare lo spray con molta più libertà. Più la superficie è grande e più dettagli si possono fare. Renderlo più pulito (se si vuole), correggerlo con più facilità,  modificarlo ecc.

Gli svantaggi di disegnare su muro sono sulle proporzioni…se fai un disegno a mano libera, senza proiettore, griglia ecc. È più difficile mantenere le proporzioni giuste. Per fare in modo che ad esempio una donna disegnata ti esca una donna e non altro.

La tela ha il vantaggio che rimane. 

Anche se è più difficile da fare a spray, ti fa capire fino a quale livello ti puoi spingere. A che punto del tuo percorso tecnico sei arrivato. Perché è difficile gestire uno strumento come lo spray su una superficie così piccola..quindi vedere un risultato buono fa aumentare la tutta soddisfazione personale.

“I vantaggi nel creare un lavoro su muro, rispetto a una tela sono molteplici. In primis puoi usare lo spray con molta più libertà. Più la superficie è grande e più dettagli si possono fare. Renderlo più pulito (se si vuole), correggerlo con più facilità,  modificarlo ecc.”

CREAANDREA

Quanto negli anni è stato importante per te la possibilità di rapportati e condividere esperienze e tecniche con altri altri artisti?

Anche se sono una persona molto introversa, è stato molto importante aprirmi con altri artisti. Alla base del mio percorso artistico cè stata proprio l’apertura verso questo mondo. Se non ci fosse stato l’incontro con alcuni artisti come ad esempio Cheone,  forse non avrei mai percorso questa strada. 

Penso che molti abbiano iniziato perché innamorati delle opere di diversi artisti. Anch’io ho il mio bagaglio di artisti preferiti che è variato tanto negli anni.

La maggior parte non li conosco di persona purtroppo ma sono stati basilari… come ad esempio uno smug o un belin inizialmente e un eron..un vesod un mode2….e molti altri. Oltre a questi mostri sacri…ci sono ovviamente tutti quelli che ho conosciuto alle varie jam…ognuno mi ha lasciato qualcosa di utile. 

Il mondo dei Graffiti e della Street Art negli anni, anche in Italia, ha conquistato l’attenzione di un pubblico sempre maggiore di appassionati. Cosa pensi manchi per far si che questo interesse raggiunga quello già consolidato in altri Stati anche europei?

Personalmente non ho una visione così ampia di questo mondo… non essendo la mia prima attività e facendo il metalmeccanico, non sono  proprio all’interno di questo vortice. La mia idea è solo relativa a quello che vedo nel mio piccolo. 

Penso che in Italia non si investa molto nell’arte in generale, tranne l’eccezione di qualche privato. Ma a livello statale l’interesse pare poco, sembra sia superfluo incentivare situazioni artistiche. Anche essendo l’Italia un museo a cielo aperto. 

Si punta solitamente sull’artista riconosciuto, dando poco spazio al nuovo che avanza. Non so come sia la situazione nel resto d Europa per poter fare paragoni veritieri.

I Social Network in primis e l’web in generale hanno dato maggiore visibilità alle varie forme d’arte. Da artista come è il tuo rapporto con la Rete? 

Personalmente non mi sponsorizzo molto sul web. Sono proprio alle basi della diffusione. Carico i miei lavori su Instagram e Facebook, senza fare molta attenzione a hashtag..tempistiche ecc. Immagino che ci sia dietro un mondo fatto di studi vari, sponsorizzazioni ecc, che possono essere utili per far diffondere maggiormente la propria arte.

Sento spesso critiche costruttive (da persone a me vicine) che mi spronano a sponsorizzarmi di più… mi hanno creato anche un sito web a sorpresa ? ma è più forte di me. Non riesco a vendermi bene… tanto di cappello per chi ce la fa. Magari inizierò anch’io chi lo sa…


Grazie a CreaAndrea per la disponibilità nel raccontarci la sua esperienza artistica.



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