
Come nasce Skase come artista? Ci racconti il tuo percorso artistico?
Disegno sin da quando ero un bambino, mia mamma per farmi stare fermo mi dava carta e pennarelli così potevo sfogarmi e lasciarla tranquilla. Nel 96 con gli amici del quartiere ho iniziato a fare scritte nelle nostre camerette e nei garage per gioco, fondamentalmente non sapevamo bene cosa stavamo facendo. Nel 98, una volta al liceo, entrando in contatto con ragazzi che già facevano graffiti ho iniziato a prenderla come una cosa “seria”, passando le giornate a fare sketch e iniziando a fare i miei primi graffiti su muro, dopo qualche anno ho fondato la RC’S crew insieme ad altri tre amici. Dal 2004 faccio parte della TIKER Crew e dal 2011 del TH-CLAN. Infine nel 2014 ho fondato insieme a Plus e Zeta la crew Italo- Svizzera C-YOU.
Quali sono state le difficoltà maggiori sia sociali che ambientali che hai riscontrato agli inizi? E quali le soddisfazioni?
Sinceramente non ho mai trovato difficoltà sociali nel mondo dei graffiti, forse perchè mi sono sempre fatto i fatti miei, chiaramente non si può andare a genio a tutti, col tempo si creano legami forti con alcuni e antipatie con altri. Ho sempre visto i graffiti come un modo per conoscere persone, divertirmi e fare nuove amicizie, per questo motivo fino a qualche anno fa ero spesso in viaggio.
Ci puoi illustrare il tuo processo creativo. Come nasce un tuo Pezzo?
Solitamente prendo spunto da tutto ciò che mi circonda, dai fumetti, all’architettura, alla grafica. Preferisco partire da uno sketch su carta anche se non disdegno tracciare in freestyle che sicuramente è più divertente, per quanto mi riguarda la differenza tra i due approcci è che provando prima su carta posso permettermi di “sperimentare” di piu’ e farmi già delle idee sulla colorazione e lo sfondo.
In genere cerco di dare dinamicità alle lettere disegnandole con dimensioni differenti e alternando stick sottili con stick più fat, con uno sfondo che vada a riempire gli spazi vuoti soprattutto nella zona centrale del pezzo, se poi sento che manca ancora qualcosa e ho il tempo integro il tutto con dei personaggi semplici, solitamente presi da cartoni animati.
“Preferisco partire da uno sketch su carta anche se non disdegno tracciare in freestyle che sicuramente è più divertente.”
SKASE
I Pezzi sui muri hanno spesso vita relativamente breve, salvo rari casi, perché vengono rimpiazzato da altri. Come vivi il fatto di sapere che una tua opera “svanirà”?
Si sa, i graffiti sono questo, un qualcosa che rimane solo per un periodo, penso sia normale, ovviamente dispiace sempre un po’ quando viene coperto un pezzo ma funziona così, per questo la foto è una cosa importante, rimane l’unica testimonianza di quel che si è fatto.
Oltre ai Graffiti quali altre forme di arte ti appassionano? Ve ne è qualcuna a cui ti stati dedicando o ti piacerebbe dedicati nel futuro?
Oltre ai graffiti sono attratto un po’ da tutto quello che è l’arte, dipingo tele, faccio sculture e piccole installazioni. Negli ultimi tempi mi sto appassionando sempre di più al mondo dei tatuaggi e a tutto quello che è illustrazione e grafica in generale. Per il futuro vorrei continuare a fare tutto quello che sto facendo ora, l’arte mi aiuta a mantenere il cervello in forma, almeno credo, come disse Placido Domingo “se mi fermo mi arrugginisco” 😉
Pensi che chi comincia adesso la carriera artistica come writer in Italia è più avvantaggiato da quando hai iniziato tu? Vi sono secondo te dei pro e dei contro?
Secondo me rispetto a quando ho iniziato io si è più avvantaggiati, gli spray sono migliorati molto e attraverso la rete si ha la possibilità di vedere stili diversi fatti un po’ in tutto il mondo. Sicuramente per chi inizia è più facile ma il rischio è che si uniformizzi tutto a discapito dell’originalità delle lettere.
“Sicuramente per chi inizia è più facile ma il rischio è che si uniformizzi tutto a discapito dell’originalità delle lettere.”
skase
Negli ultimi anni l’aumentare di eventi legati alla Street Art ed ai Graffiti in Italia hanno restituito maggiore visibilità agli artisti. Cosa pensi manchi in Italia per consolidare e far crescere questo trend per raggiungere i livelli di gradimento culturale che i Graffiti e la Street Art hanno già in altri Paesi?
Penso che non manchi nulla all’Italia, servirebbe che le istituzioni locali capissero che il mondo sta cambiando e che un po’ di colore non ha mai ucciso nessuno, anzi!
Grazie a Skase per la disponibilità nel raccontarci la sua esperienza artistica.
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