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Graffiti Interviste Interviste agli artisti

Intervista al Writer Nega

Nega ci racconti il tuo percorso artistico? Quando e come hai iniziato a creare? Cosa ti ha avvicinato al mondo dei Graffiti?

Credo di aver fatto un percorso comune a molti della mia generazione, nel 89 avevo 13 anni e ho iniziato a skateare, in quegli anni la scena skate e graffiti si intrecciava, frequentavo La Pergola dove c’era una piccola rampa è vedevo quelli che per me erano i primi graffiti, in quegli anni il mio unico interesse era lo skate ma ogni tanto si faceva qualche porcata a pennarello sulle tavole o cose del genere, dopo poco la cosa si é fatta più concreta, gli stessi con cui skatevo sono stati i primi compagni di crew: Syrio e Oneman con i 7SN.
 
La nascita della tag Nega la colloco nel 93 prima avevo fatto un periodo facendo tag e throw up scrivendo Micro, Macro o altre cose ancora peggiori.
Diciamo che la vera fotta é partita nel 94, lo skate é passato in secondo piano e sono partiti gli anni più intensi, ho iniziato a pensare solo a disegnare cercando di creare un mio stile personale, ad un certo punto scrivevo cybernega per identificare lo stile, ero ossessionato dal fatto di continuare ad evolvermi ed essere originale, questo penso che sia stata anche una delle cause del primo abbandono nel 98, avevo terminato le idee.

Ci puoi illustrare il tuo processo creativo. Hai un approccio che segui solitamente? Come nasce un tuo Pezzo?

Il processo creativo nasce sempre su foglio, all’inizio mi chiudevo in cameretta e disegnavo per ore e anche a scuola invece di seguire le lezioni, erano anni dove il bozzetto era calcolato in base alle superficie e al tempo a disposizione per realizzarlo, ora disegno quando ne sento il bisogno, mi rilassa.
Quello che non è mai cambiato è un approccio molto rigoroso, quando disegno ho in mente un sacco di regole che mi impongo, se non le rispetto penso che la lettera sia sbagliata e butto via tutto.

“Quando disegno ho in mente un sacco di regole che mi impongo, se non le rispetto penso che la lettera sia sbagliata e butto via tutto.”

NEGA

Quanto il luogo ed il contesto dove rappresenti le tue opere suggestiona il tuo processo creativo?

Sinceramente credo poco, può essere un errore ma l’ unica cosa a cui riesco a pensare é il lettering, tutto il resto va in secondo piano: sfondo, colorazione e ambiente

Che ricordi hai del tuo primo Pezzo? Quanto sei cambiato artisticamente rispetto agli ultimi?

Il primo pezzo Nega lo ho fatto in stazione a Trezzano, ai tempi c’era un muro lunghissimo ed era diventato il nostro hall of fame, disegnavamo in pieno giorno, mi ricordo una scena divertente con la polizia municipale in macchina sulla banchina e super fugone sui binari, purtroppo non ho la foto ma solo il bozzetto colorato con gli stessi colori del pezzo su muro.
Il passo successivo nella mia evoluzione lo colloco con l’ingresso negli RNS, credo di aver fatto le cose migliori in quel periodo, era una corsa a fare sempre meglio e di più, ovvio che ne venivi contagiato e mi sono tolto qualche bello sfizio anche io, in quel periodo sono passato ad uno stile più chiaro a livello di lettering, prima cercavo di creare una forma dinamica che ricordasse un’astronave poi le lettere sono diventate fondamentali anche prese singolarmente, da una parte è una semplificazione dall’altra una complicazione.
In generale ho sempre cercato di non farmi contagiare dalle influenze/mode del momento, paradossalmente cercando di distinguermi il più possibile stilisticamente da chi apprezzo maggiormente.
Ora vivo la cosa in modo molto più easy, addirittura metto qualche freccia nei Pezzi ? , un tempo l’avrei considerata roba non mia.

“Prima cercavo di creare una forma dinamica che ricordasse un’astronave poi le lettere sono diventate fondamentali anche prese singolarmente, da una parte è una semplificazione dall’altra una complicazione.”

nega

Quanto negli anni è stato importante per te la possibilità di rapportati e condividere esperienze e tecniche con altri altri artisti?

Nel 2017 ho ripreso per la terza volta in circa 20 anni. Il potermi rapportare con altri dopo tanto tempo é fondamentale, sono stato felicissimo di ritrovare vecchi amici di cui ho molta stima e nuove conoscenze fatte grazie alle jam o alte situazioni.
Fondamentale per me é disegnare con gente che apprezzo non solo stilisticamente ma anche come persone, quest’anno ho fatto due murata per me da “incorniciare”, al mio muro con Quake, Giowe, Ghen, Cone, Yazo, Airone e la murata natalizia con tutti i Lords of Vetra.

Da quando hai iniziato tu, cosa secondo te cosa è cambiato in positivo ed in negativo nel mondo dei Graffiti e della Street Art?

In positivo mi sembra un ambiente più aperto, meno scenette da gangster, in negativo forse meno originalità, ma é la mia visione ridotta e potrei sbagliarmi.

Ad un artista che da poco si è avvicinato al mondo dei graffiti cosa consiglieresti?

Direi di andare a vedere i graffiti dal vivo, in foto é tutto più bello ma meno potente, la forza di un pezzo su muro o un pannello che arriva in stazione è tutta un’altra cosa rispetto a vederlo su Instagram.
Ricordo ancora i tour nei vari hall of fame di Milano o i pomeriggi in banchina a Cadorna, li erano gran botte di stile e tornavi a casa con un sacco di voglia di fare.


Grazie a Nega per la disponibilità nel raccontarci la sua esperienza artistica.



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