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Interviste Interviste agli artisti Street Art

Intervista al Writer Cens

Cens quando e come hai iniziato a creare? Cosa ti ha avvicinato al mondo dei Graffiti?

Premetto che il disegno mi accompagna fin dai tempi dell’asilo, ma nel mondo dei graffiti ci sono entrato nel 2001. Durante la prima media, un amico del fratello maggiore di un mio compagno, mi regalò una bozza della mia firma ( “T-J”, ai tempi )… dal momento che ricevetti la bozzetta (che faceva paura ? e ancora oggi dopo quasi 20 anni, la ho stampata in mente) la mia visione del mondo esterno cambiò, iniziai ad osservare tutti i graffiti della scena brianzola che mi circondavano, anche involontariamente, passando per strada l’occhio cadeva sul graffito ed inizia a “rubare” tutto da tutti ed inizia a mescolare per cercare di far venire fuori qualcosa facendo nascere CENS.

Mi accorsi però dopo qualche anno che disegnare puppet mi realizzava (anche se facevano pena ?) abbandonai quindi il lettering e mi cimentati a disegnare puppet a manetta, ma esercitandomi poco o quasi nulla con gli spray. Verso i 14 anni approcciai meglio il rapporto con le bombole sempre in maniera amatoriale, e fino ai 18/19 anni continuai accompagnato da qualche amico e crew brianzole, in maniera sempre sporadica, a fare i miei puppy. Dopo la maggiore età abbandonai completamente gli spray fino a due anni fa (10 anni dopo) quando ripresi con foga e ad oggi sono qui a voler recuperare gli anni persi.

Come prepari un Pezzo su un muro? Prediligi il cartaceo o il digitali per i bozzetti? O hai un altro approccio? 

Il bozzetto lo si fa sempre e da sempre… cioè si disegna tanto negli anni su carta (oggi si utilizza parecchio anche il digitale ed aiuta tanto) per poter magari arrivare di fronte al muro e viaggiare in freestyle; per esempio a me capitava sempre. Infatti era raro che portassi un bozzetto quando dovevo pittare, diverso è in questi ultimi periodi che ho deciso di prendere un po’ di “ripetizioni di disegno” (non avendolo mai studiato ed essendo autodidatta) e quindi sto cercando di riprodurre personaggi esistenti, che variano dal cartone animato classico, al manga, al videogioco ed a tutto ciò che è riconducibile a personaggi inventati esistenti. Quindi mi ritrovo a dover seguire per forza degli schemi che comunque, forse è un errore, non preparo prima e solamente una volta di fronte al muro scelgo il personaggio da disegnare (anche in base ai colori che ho dietro ?).

“Solamente una volta di fronte al muro scelgo il personaggio da disegnare.”

CENS

Quanto il luogo ed il contesto dove rappresenti le tue opere suggestiona il tuo processo creativo?

Parecchio, ogni location ha le proprie emozioni… fabbrica, street, Jam, murata della domenica, etc…

Su quale supporto preferisci esprimere la tua arte?

A dire la verità non ho preferenze, ogni muro/tela è una sfida… certo è che avere un muro tutto liscio e imbiancato è sempre bello, ma sono più le volte che bisogna adattarsi allo spot che si trova.

Quanto pensi sia importante aggiornarsi, valutare diverse tecniche creative e quindi sperimentare? E quanto le collaborazioni con altri artisti ti sono stare utili per avvicinarti ad approcci artisticamente differenti?

Due anni fa, quando ripresi, ho avuto la fortuna di entrare a far parte di una crew, che ha da insegnare e tuttora grazie a loro sto imparando e migliorando. Senza forse, sarei ancora il ragazzino che ero dai 14 ai 18 anni. Quindi aver la fortuna di poter osservare o il privilegio di poter creare con qualcuno di esperto e bravo è d’obbligo. Poi comunque osservo in giro e “rubacchio” sempre qualcosa.

Da quando hai iniziato, cosa secondo te cosa è cambiato in positivo ed in negativo nel mondo dei Graffiti e della Street Art? 

Mah, essendo stato un “amatoriale”, non ho mai seguito più di tanto la scena o le evoluzioni del writing. Ad oggi posso dire in positivo, che sono stati scoperti un sacco di artisti formidabili e le tecnologie degli spray stanno davvero facendo passi da gigante. In negativo invece, tanta gente non approccia il graffito ad un aspetto estetico ed artistico, è più concentrata sulla presenza, che però la maggior parte delle volte non è di buon gradimento e molti ragazzini si avvicinano a questo mondo con approccio sbagliato (fare presenza ma con arte, questo è l’obiettivo).

“Tanta gente non approccia il graffito ad un aspetto estetico ed artistico, è più concentrata sulla presenza.”

CENS

Negli ultimi anni in Italia gli spazi per creare sono aumentati, dai Muri Liberi ad alcuni permessi concessi dai vari Comuni. Cosa manca ancora secondo te per dare maggiore spazio e visibilità agli artisti? 

Nonostante alcune persone e Comuni sono di mentalità aperta, la discrepanza e l’ignoranza che vigila nella nostra nazione ahimè non giova. La voglia di creare, spinge tante volte a doversi inventare spot per poter esprimere la propria arte, rischiando anche. Se i Comuni e le teste fossero più aperte, come avviene in altre città europee, senza andare oltre oceano, dove ci sono sottopassi resinati e non solo dipinti ma anche curati dai Comuni facendo passare i netturbini con la scopa a pulire il muro, forse così è troppo… Perché non poter lasciare COLORARE questi spazi grigi che ci circondano e ci rattriscono?


Grazie a Cens per la disponibilità nel raccontarci la sua esperienza artistica.



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